sabato 7 febbraio 2015

A volte ritorno di John Niven

Ok, ragazzi. Io ve lo devo dire. Questo libro è geniale.
Insomma, io sono atea e tutto il resto e, nonostante alla fine mi resta il serio dubbio sulla religiosità dell'autore, niente di strano che sia un fervente cattolico, questo libro mi ha fatto ridere (a crepapelle, anche in circostanze in cui ridere era davvero, diciamo, imbarazzante) e mi ha fatto pure piangere (si, qualche lacrima me l'ha spremuta dagli occhi) e mi ha fatto riflettere in generale.
Insomma, ha fatto tutto quello che uno si aspetta che un buon libro faccia.

E un buon libro lo è davvero.

Praticamente è la Bibbia in versione country rock.

Si può anche dividere idealmente il libro in tre parti: la prima, in cui Dio decide di rimandare Gesù (poveraccio) sulla Terra (probabilmente a farsi crocifiggere di nuovo) e questa è la parte esilarante; la seconda, in cui vediamo Gesù formarsi di nuovo la sua cerchia dei dodici (per poi finire in un programma televisivo) e le risate si attenuano per lasciare spazio a una profonda riflessione (non pesante però) sulla società moderna; e infine, l'ultima, quasi prevedibile, parte in cui il finale strappa la lacrimuccia ma accende comunque una speranza.
E' proprio per l'ultima parte che mi è rimasta in sospeso la domanda sulla religiosità dell'autore. In effetti anche nella prima si avverte quasi dell'affetto (se non proprio amore, va') per Dio e la sua "combriccola" in paradiso (persino lo stacchetto all'inferno è azzeccatissimo), ma è nel finale che mi ha spiazzata un po' (in senso positivo, intendiamoci).

La trovata (non originale, diciamolo) di far parlare le alte sfere come noi parliamo è divertente e, secondo me, ci pone nello spirito giusto per leggere questo libro. Insomma, abbiamo appena avuto una fugace visione del paradiso, Dio è appena tornato da una settimana (500 anni terrestri) di pesca e sta chiedendo a Pietro e gli altri come se la cava l'uomo sulla Terra (lui l'ha lasciato in pieno Rinascimento, quindi all'apice dello splendore) quando scopre come stiamo messi (male). E s'incazza. Vi giuro che non c'è un altro termine per dirlo. S'incazza sul serio. A un certo punto pensiamo che possa addirittura mettere in pratica la minaccia di prendere a calci ogni arcangelo o serafino o apostolo presente. E invece gli viene un'idea. Rimandare quel debosciato del Figlio a rimettere a posto le cose. In fondo, è tutta questione di capire bene quello che lui disse a Mosè su quel monte del piffero. Ma quali dieci comandamenti??? Lui è Dio, sapeva benissimo che l'uomo a malapena se ne sarebbe ricordato uno. E infatti uno è proprio quello che ha dato. Poi Mosè c'ha ricamato sopra.
L'unico comandamento possibile, con una scimmia ammaestrata come era ed è l'uomo, poteva solo essere uno: fate i bravi.

Vi giuro, se leggete questa prima parte, non potrete fare a meno di ridere. Ridere forte e forse (chi è più predisposto) fino alle lacrime.

Tra le battutacce dei presenti Gesù, rassegnato, se ne ritorna sulla Terra. Una vita difficile, la sua, già lo sappiamo, perché l'ha già vissuta. Ma questa volta, vuoi per la consapevolezza dell'esperienza passata, vuoi perché al momento Gesù ci sembra proprio un tipo a posto e Dio un padre pirla, speriamo tanto che la Sua vita vada diversamente.
In pratica, lo troviamo già quasi trentatreenne in una New York che dire decadente è poco, ma Lui è felice, in un modo un po' strano. Ha un po' di amici che lo credono strampalato, con la sua idea di essere il figlio di Dio, ma tutto sommato uno a posto, uno che condivide ogni cosa, dal cibo all'erba da fumare, uno che non abbandonerebbe mai un amico.
E il suo innato (ma dai?) carisma lo porta nientepopodimenoche al programma più guardato d'America, una roba tipo America's got talent, che scopre nuovi volti per la scena musicale. A Gesù non gliene frega niente della notorietà, ma pensa che in questo modo, dalla tv, avrà modo di far arrivare il suo messaggio (Fate i bravi) a più persone possibile.
Insomma, quella che si direbbe un'idea geniale.

E invece va tutto a rotoli. E Gesù si ritrova a gestire una comunità che non è in grado di gestire, perché lui si fida troppo dell'uomo e della sua presunta bontà.

Fatto sta che lo condannano di nuovo. E lì tu pensi: no, dai. Di nuovo???
Ebbene si.
Condanna a morte. Per iniezione letale.
Ora, se avete visto il minimo sindacale di film, sapete benissimo che per fare l'iniezione mettono il povero cristo (proprio il caso di dirlo) sdraiato con le braccia allargate. Crocifissione, anyone? Esatto.

Insomma si, Gesù muore di nuovo, dicendo solo quello per cui era venuto al mondo (di nuovo): fate i bravi.
Qualcuno si commuove, qualcuno no. Così va il mondo.
E per un attimo, ecco che la paura dell'aldilà prende anche Lui, proprio Lui, il Figlio di Dio, Colui che si suppone non possa avere paura di tornare a casa sua. Ma per un secondo, forse una frazione di secondo, lì su quel lettino, ha paura: e se non ci fosse un Paradiso?

Ma naturalmente c'è.

E anche se Dio è un po' sconfortato (dite che è un eufemismo?) da come sono andate le cose (di nuovo) pensa che comunque non sia tutto da buttare in questo piccolo mondo storto. Per esempio, la letteratura.

Ragazzi. Se non avete letto questo libro, per favore, fatelo. Se non volete farlo per voi stessi, fatelo per me. Non volete vedere Gesù stravaccato sul divano a casa sua (in paradiso, ovvio) che si fa insegnare a suonare la chitarra da Jimi Hendrix? Non volete sentirlo parlare con Dio e chiamarlo semplicemente papà? Non volete sapere che Dio ha preso a calci Mosè non si sa per quanto tempo dopo che aveva imbrogliato sui Comandamenti? Non volete sapere che Lucifero ha tentato di dissuadere Dio dal rimandare suo figlio sulla terra un'altra volta?

Non volete?

Non ci credo. E se proprio è vero, ecco un piccolo estratto, che vi farà venir voglia, credo:

Cosa cazzo c'era da interpretare in «FATE I BRAVI»? La stessa, identica domanda che Dio aveva ripetuto per secoli, mentre prendeva a pedate Mosè. In ogni caso, ormai la frittata è fatta, pensa Dio con un sospiro, mentre si rende conto della piega che stanno prendendo i Suoi pensieri. Qualcuno avrebbe dovuto rispiegare al genere umano cosa significa «Fate i bravi».

Anarchic Rain

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