sabato 28 febbraio 2015

L'universo elegante di Brian Greene

Questo è uno di quei libri che un appassionato di letteratura, quando va in libreria, magari coglie con la coda dell'occhio, ma lascia correre.
Io invece, un giorno di qualche anno fa, l'ho visto e l'ho preso.

Piccola premessa necessaria: come per il libro sulla politica di Piccolo, devo confessare che non posso parlare di questo (che è un libro di fisica) in maniera specifica ed esauriente, perché io di fisica non so una ceppa. Non poco. Niente. Zero. Nada. Niet. Nothing. Ho fatto il classico, voi capirete. Quindi è da assoluta profana che mi azzardo a parlarne.

La prima domanda che vi sarete forse fatti è: perché diamine l'ho comprato?
Perché, come per tutte le (molte) cose che non so, provo una innata (e anche autodistruttiva) curiosità.
Quindi l'ho comprato perché volevo vedere se davvero il territorio della fisica mi fosse precluso o se magari, impegnandomi, potessi farcela persino io.

Vi dirò.
Non so se è "colpa" dell'autore, che è non solo un bravo scrittore (il suo stile è limpido come un lago svizzero) ma anche un affascinato (e affascinante) appassionato della sua stessa materia, ma io mi sono quasi innamorata, leggendo questo libro.
Anzi, di più. Ho quasi compreso le leggi dell'innamoramento.

Un libro illuminante, direi.

C'è un passaggio, poco dopo l'inizio del libro che parla di come i corpi modificano lo spazio intorno ad essi: lo spazio è rappresentato come se fosse una specie di gomma in cui ci muoviamo, quindi ogni movimento ne modifica la forma, in modo più sostanziale nella parte vicino a noi. E mi è venuto in mente che, se nel frattempo qualcuno passasse per quella stessa parte da noi modificata, ci cadrebbe dentro e verrebbe a "scontrarsi" con noi. Forse è quello che succede quando due persone si incontrano e si innamorano. Le loro orbite si sfiorano e sono attratte l'una dall'altra, facendo scontrare le persone fisiche.
Lo so, un ragionamento sciocco. Ma ho dovuto interiorizzare almeno in parte questo libro, in qualche modo (anche assurdo).
Non è stata mica una passeggiata leggerlo! Ogni frase, ogni capitolo, per capirlo in pieno (e manco so se ci sono riuscita), ho dovuto rileggerli almeno due-tre volte. Per farla breve, ci ho messo tre anni a leggerlo tutto...ma sfido chiunque di voi, senza un minimo di preparazione, a metterci di meno e capirne (in parte) la profondità. In fondo anche i migliori scienziati dicono che se uno dice di aver compreso la fisica quantistica vuol dire che o è un bugiardo o non c'ha capito nulla.
Il che, tra parentesi, vorrebbe dire che sono un genio!
Continuo a non averla capita affatto, ma mi è sembrata molto più affascinante.

A questo proposito, non posso non citare un episodio della serie TV The big bang theory, in cui uno dei protagonisti, Sheldon (il mio preferito), va ad ascoltare una lettura del dottor Greene (nei suoi veri panni, ovviamente) insieme ad Amy, ma soltanto per metterlo in imbarazzo (così almeno la vede lui). Infatti, secondo Sheldon, fisico teorico di professione, non è possibile tentare di far comprendere a semplici profani una materia così "aulica" come la fisica quantistica. Ne esce fuori una serie di gag simpaticissime.
Ho sempre pensato che fosse molto gentile da parte di personaggi reali prestare la propria immagine per una cosa "popolare" come una serie TV. Tra l'altro, nella stessa serie, fa la sua comparsa più volte anche il grande Stephen Hawking, con il suo meraviglioso e algido umorismo inglese.

In definitiva, questo libro è molto specifico, non è certamente per chi vuole rilassarsi un paio d'ore o per chi vuole leggere un romanzo avvincente.
E' un saggio, per di più un saggio sull'argomento scientifico forse più ostico e meno compreso da chiunque, quindi, a meno che non siate estremamente curiosi o appassionati alla materia, lasciate perdere. Rimarreste con un libro appeso perché probabilmente non riuscireste a completarlo.
Se invece volete sfidare i vostri limiti, provateci. E poi ditemi com'è andata.

In caso, buon viaggio.

Anarchic Rain

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