mercoledì 25 gennaio 2017

Senza perdere la tenerezza di Paco Ignacio Taibo II

Se potessi dare un qualsiasi voto a questo libro, da meno infinito a più infinito, darei un voto a metà tra meno infinito e tre...

Partiamo con calma.
Mi sono approcciata a questo libro dopo anni che lo avevo su kindle, dapprima spaventata dalla mole (a me non capita mai, ma in questo caso sì, forse una premonizione...), poi dalla mia ignoranza su politiche e politicanti e simili. Poi quest'estate è arrivato il pretesto (le Olimpiadi della Lettura) e ho iniziato a leggerlo, interrompendolo per altri libri più abbordabili (come numero di pagine) per finire la gara. L'ho ripreso questo mese perché i primi capitoli erano molto interessanti e scorrevano bene.

Poi, lo sfacelo.

Ora, ho già premesso la mia ignoranza, quindi non parlerò affatto del contenuto del libro (o in minor parte comunque), ma del modo in cui è scritto.
Nella mia immaginazione, Ernesto Guevara, il Che, è sempre stato un personaggio avvolto in un alone di mistero, un guerrigliero (per quello che voleva dire), un rivoluzionario, una specie di Robin Hood del suo tempo. Forse perché non ho mai capito cosa volesse dire "comunismo" (non perché non abbia studiato, ma perché il concetto è sempre stato troppo astratto, troppo distorto anche).
Quello che ho capito leggendo questo mattonazzo di mille e più pagine è che ancora non ho capito chi fosse.
E' talmente confusionaria la cronaca della sua vita, talmente scollegata da quello che stava succedendo nel mondo (vicino a lui e lontano), talmente aneddotica, che non ho capito un piffero.
La colpa maggiore e gravissima del libro è che non ti offre una visione unitaria della situazione, non ti fa capire quello che succede nel frattempo intorno a Guevara, ti dice: è andato qui, ha fatto questo, alcuni dicono che ha fatto così ma lui smentisce perché è modesto, poi ha fatto questo e poi lo hanno ammazzato.
Personaggi dai nomi esotici che escono fuori di punto in bianco in una frase, senza che sappiamo chi siano o che stanno facendo in quel contesto, a meno che non siano contadinelli ispirati dal Che leggendario che si uniscono a lui (in questo caso sappiamo vita morte e miracoli).
Insomma, va bene per una biografia essere anche celebrativa del personaggio in questione, specie se oltre alle cose orribili ha fatto anche qualcosa di buono, ma accozzare dicerie, leggende e ogni tanto lettere e/o telegrammi non mi sembra un buon modo per omaggiare chicchessia.
Continuo a non sapere un caxxo della questione cubana (non parliamo di quella congolese...ma poi, perché è andato in Congo? Come ci è arrivato a interessarsi del casino africano? Bo) e compagnia. Però so che Ernesto è asmatico, che se ne frega della malattia nonostante sia "medico" (e lo metto tra virgolette non a caso, a me pare che abbia avuto una conoscenza sommaria di medicina e abbia fatto solo un po' di pratica e basta), che legge tanto (si fa arrivare i libri anche durante la guerriglia, quando magari era meglio del cibo, ma vabbè), che è irrequieto e che va dove c'è da combattere, mollando mogli e figli quando e come gli gira per un ideale di marxismo che BO.

Voglio prendermi le mie colpe e ammettere che non ho mai studiato Cuba, la sua dittatura, la sua storia con Castro (altro personaggio che pare un fantasma da quanto è evanescente) e tutta la politica intorno, ma un libro del genere, specie con tutte quelle pagine, avrebbe dovuto darmi almeno un'infarinatura di tutto ciò. Chissenefrega se il giorno tot, al minuto tot, anzi guarda pure il secondo ti dico perché sono un figo, il Che è stato visto fumare con gusto il suo sigaro mentre la notte calava sulla Sierra Maestra. Per carità, un'immagine poetica ci sta, non sto dicendo questo. Ma non ogni tre righe. Abbiamo capito che gli piaceva il sigaro, che raccoglieva ogni sedicenne poraccio che era abbagliato dalla sua leggenda (nata come, che manco avevano iniziato la guerriglia e già c'era? Bo), però non c'è bisogno che me lo ripeti fino alla nausea.
Soprattutto quando tralasci di spiegare i motivi per cui a un certo punto si ritrova a capo di non mi ricordo quale Ministero di cui non sapeva (anche per sua stessa ammissione) un'emerita ceppa.
Non va meglio nemmeno quando si inizia a parlare della guerriglia boliviana, operazione sfigatissima, destinata a fallire già prima di cominciare.
Il capitolo sulla morte è stato molto sentito, l'unico a parte quelli sull'infanzia che mi sia piaciuto. I successivi tre o quattro per spiegare quello avvenuto dopo non mi hanno soddisfatta, ma ormai mi aspettavo poco.
Insomma, biografia sommaria, aneddotica e tutto fumo e niente arrosto.
A mio modesto e ignorante parere, il libro poteva essere molto più snello (anche sulle 700-800 pagine) dicendo molto, ma molto di più.

Erne', mi dispiace, ma ancora non ho capito che hai fatto mai nella vita o perché.
Sarò io.

Comunque almeno un paio di pregi questo libro ce l'ha: è pieno zeppo di pensieri, lettere, telegrammi scritti di suo pugno, una bella testimonianza storica, su questo non c'è dubbio (e a quanto si capisce, c'è molto altro che nessuno ha mai visto, chissà perché poi).
E poi, in un certo senso, l'eroe leggendario viene umanizzato, cosa che non guasta mai, che lo fa sentire più vicino a quelli che lo adorano già, come se fosse uno di loro. E questa è sempre una bella soddisfazione per l'ego umano, no?

Anarchic Rain

martedì 17 gennaio 2017

Le più belle citazioni della letteratura mondiale. Parte I.

Ok, il titolo è un po' pretenzioso, lo ammetto.
Ma in definitiva è quello che è. Non ho letto tanti libri, ma da tutti quelli che ho letto ho tratto qualcosa. Non voglio chiamarlo prosaicamente "un insegnamento". Dirò che ognuno mi ha illuminato una particolare strada o un piccolo nascosto sentiero. Che poi io l'abbia seguito o no, non è argomento dell'articolo.

Qui, semplicemente mi piacerebbe raccogliere (parte delle) citazioni che mi sono piaciute, che ho letto e riletto, che mi hanno fatto fermare un secondo di più mentre leggevo e che mi risuonavano dentro.

La domanda è: per invogliarvi a leggere un libro che mi è piaciuto, quale frase citerei?
Di solito al lettore esperto per capire se un libro fa per lui o meno basta leggere l'incipit, questo è una cosa che ho già scritto qui.
Perciò, mi limiterò a prendere il mio kindle, aprirlo ai miei ritagli e scrivere quello che ho sottolineato.
La prima, scusate, è in inglese, dal libro Cime Tempestose. Non posso non iniziare da una delle dichiarazioni d'amore più violente della storia.

Wuthering Heights: "May she wake in torment" he cried, with frightful vehemence, stamping his foot, and groaning a sudden paroxysm of ungovernable passion. "Why, she's a liar to the end! Where is she? Not there, not in heaven, not perished, where? Oh! You said you cared nothing for my sufferings! And I pray one prayer, I repeated it till my tongue stiffens, Catherine Earnshaw, may you not rest as long as I am living! You said I killed you - haunt me then! The murdered do haunt their murderer, I believe. I know that ghosts have wandered on earth. Be with me always, take any form, drive me mad! Only do not leave me in this abyss, where I cannot find you! Oh, God! It's unutterable! I cannot live without my life! I cannot live without my soul!".

Coraline: Voi persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi (gatti, ndr) sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve.

Coraline: Quando hai paura di qualcosa ma la fai comunque, quello è coraggio.

Castelli di rabbia: Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, tra i mille di una vita.

Castelli di rabbia: Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura. Un libro che inizia.

The picture of Dorian Gray: There is no such thing as a moral or immoral book. Books are well written, or badly written. That is all.

The picture of Dorian Gray: All art is quite useless.

Ritratto di signora: Le ombre si addensavano lentamente: era come se Osmond con deliberatezza, quasi con malignità, spegnesse a una a una tutte le luci. L'oscurità era stata da principio vaga e incerta, ed ella aveva potuto continuare a discernere la sua strada; poi si era fatta sempre più profonda, e se a volte era sembrata dissiparsi, certi angoli erano rimasti impenetrabilmente neri.

Ritratto di signora: Il dolore non è la cosa più profonda: c'è qualcosa di più profondo ancora.

Harry Potter e la camera dei segreti: Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.

Scelti dalle tenebre: Solo l'impossibile può compiere l'impossibile.

Narciso e Boccadoro: Ma come vuoi morire un giorno, Narciso, se non hai una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire.

Jack Frusciante è uscito dal gruppo: Io credo che noi due, in qualche modo, non so, ma potremmo uscire dal libro.

Demian: Che cosa sia un uomo realmente vivo si sa oggi meno che mai, e perciò si ammazzano gli uomini in grandi quantità, mentre ognuno di essi è un tentativo prezioso e unico della natura.

Cecità: Dentro di noi c'è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo.

Il signore degli anelli: Non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato.

I tre moschettieri: Non temete le occasioni e cercate le avventure.

I tre moschettieri: Non c'è altro mezzo per combattere l'estrema preoccupazione che l'estrema spensieratezza.

Ossessione: Come fa la gente a sapere di essere reale?

Il nome della rosa: C'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà. Se bastò così poco agli angeli ribelli per mutare il loro ardore d'adorazione e umiltà in ardore di superbia e di rivolta, cosa dire di un essere umano?

Il nome della rosa: Cos'è l'amore? Non v'è nulla al mondo né uomo né diavolo, né alcuna cosa, che io non consideri così sospetto come l'amore, che questo penetra l'anima più di qualunque altra cosa. Non esiste nulla che tanto occupi e leghi il cuore come l'amore. Perciò, a meno di non avere quelle armi che la governano, l'anima precipita per l'amore in una immensa rovina.

L'ombra dello scorpione: Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo "società". Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare.

La lunga marcia: Dove andiamo a finire tutti quando siamo arrivati all'estremo limite? A che profondità è sceso dentro se stesso? Metri? Chilometri? Anni luce? A che profondità? E quanto è buio?

Giulio Cesare: il male che gli uomini fanno sopravvive loro, il bene è spesso sotterrato con le loro ossa.

Re Lear: Non mi servono gli occhi. Quando avevo la vista ho incespicato.

Carne e sangue: Sinceramente, come hai fatto a cavartela in tutto questo tempo senza mascara impermeabile e senza senso dell'umorismo?

Il Conte di Montecristo: Chi odia se stesso, non s'inganna sui sentimenti degli altri.

Il Conte di Montecristo: A tutti i mali vi sono due rimedi: il tempo e il silenzio.

Il Conte di Montecristo: Disgraziatamente a questo mondo tutti hanno il loro modo di vedere che impedisce di capire quello con cui vedono gli altri.

American Gods: Secondo me una città non è una città senza una libreria. Magari pretende di chiamarsi città lo stesso, ma se non ha una libreria sa bene di non poter ingannare nessuno.

American Gods: Tutte le tue domande troveranno una risposta, se è questo che vuoi. Ma una volta conosciute le risposte, non potrai più dimenticarle.

La sovrana lettrice: La letteratura, scrisse, mi appare come un vasto paese dai confini remoti, verso i quali mi sono diretta ma che non mi sarà mai dato raggiungere.

La zona morta: Niente è perduto per sempre. Niente che non possa essere ritrovato.

E su questa bellissima (secondo me) frase dello zio King, finisce la prima puntata delle citazioni più belle della letteratura di tutti i tempi.
Ci sono tantissimi autori che non ho citato, tantissimi che non ho mai letto, ma nelle prossime puntate vedrò di allargare gli orizzonti. Che è quello che un libro fa sempre.

Anarchic Rain.